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Firenze ristoranti e minimarket: si apre solo se il 70% di prodotti è di filiera corta

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Per aprire un’attività alimentare o di somministrazione nel centro storico di Firenze sarà obbligatorio che il 70% dei prodotti venduti o utilizzati siano di filiera corta, della tradizione fiorentina o toscana. È questo l’ulteriore giro di vite deciso dalla giunta comunale, che entrerà in vigore il 9 marzo.

Norme che arrivano dopo l’approvazione del nuovo Regolamento per la tutela dell’identità commerciale nell’area Unesco, che impone anche misure restrittive per il decoro e vieta la vendita di alcol da asporto dalle ore 21,00 alle ore 6,00.

Firenze ristoranti e negozi alimentari: le regole fissate dal nuovo regolamento

Stando a quanto previsto dal regolamento, è possibile l’insediamento di nuove attività di somministrazione e commercio al dettaglio del settore alimentare nel centro storico solo a condizione che siano rispettate alcune prescrizioni. Tra queste troviamo l’obbligo di utilizzare o mettere in vendita prodotti di filiera corta o comunque appartenenti alla tradizione locale.

Il disciplinare definisce filiera corta il percorso economico di un prodotto dallo stadio di produzione a quello di fruizione con un massimo due intermediari commerciali tra produttore e consumatore. Per i prodotti tipici invece si fa riferimento all’apposito catalogo di Regione, in cui sono indicati i prodotti del settore agroalimentare certificati con i marchi Dop e Igp, e al catalogo dei prodotti agroalimentari tradizionali.

Fonte: corriere.it